Sedersi su un prato è reato? – comunicato stampa 15/7/2026
Chi governa la città ha il dovere di rispondere nel merito a questa domanda e se c’è un regolamento che veramente lo vieta ha il dovere di cambiarlo o di confermalo in consiglio comunale. Il resto è solo fumo.
Non è importante sapere se siano stati i vigili a chiedere agli amministratori un intervento chiarificatore o che sia la giunta Peracchini, costretta dalla piega grottesca che i fatti hanno preso, a difendere, insieme con la polizia municipale, un regolamento del verde urbano superato, a tratti assurdo, sbagliato.
Quel che appare evidente è che i vari Peracchini, Medusei, Brogi, Basso e la giunta intera pretendono di regolare l’uso degli spazi pubblici con leggi e regolamenti fumosi e contraddittori, quando è chiarissimo che quelle regole ( sbagliate ) vengono applicate selettivamente – si vedano le annuali devastazioni delle aiuole nel corso della fiera di San Giuseppe – a danno di gruppi o individui che rappresentano un investimento politico privo di rischi, considerata la vulnerabilità dei colpiti di volta in volta. Il sindaco, gli assessori e i loro mentori si presentano così come custodi del decoro, la parola che hanno scelto per nascondere il loro odio verso i più poveri, bianchi o neri che siano, indigeni o foresti, con una certa preferenza per i secondi.
Le prove di quanto sopra sono documentate, anche con video e immagini. In occasione della deprecabile e squallida ritorsione ai danni di dieci operai bengalesi nuovamente seduti sul prato, nessun provvedimento è stato preso verso l’attivista spezzino presente che, proprio per verificare l’arbitrarietà degli interventi della Polizia urbana, chiedeva ripetutamente di essere identificato e multato. Considerato tutto ciò, è paradossale che la mozione piagnucoli la politicizzazione di un regolamento che viene oggi usato dalla giunta stessa precisamente a tale scopo. Questa amministrazione è stata capace, nelle memorabili giornate di qualche estate orsono, di esercitare una lunga, incredibile indulgenza verso una famigliola di cinghiali non autorizzati, insediatasi per settimane sui prati del Parco della Maggiolina, ma non riesce ad ammettere la necessità di cambiare un regolamento assurdo e in contrasto con le abitudini consolidate in tutte le città civili del mondo, oltre che a ricorrere, se non al comune senso di umanità, almeno al buon senso verso gruppi e individui eletti a nemici dell’ordine e perfetti capri espiatori. Il fatto poi che tutto questo avvenga nel bel mezzo di un’ondata di calore estrema, che obbliga molti cittadini a cercare refrigerio nei parchi pubblici per resistere alla crisi climatica è il manifesto della pochezza di questa classe politica e rappresenta un monito per tutti.